LA STORIA
Radici
28 febbraio 1957
Nel 1957 c’è una parentesi importante: viene indetto un concorso per gli imitatori dell’attore americano Jerry Lewis. Adriano si mette davanti allo specchio e prova a imitare quelle orribili smorfie del picchiatello statunitense. Lui è convinto di potercela fare.
L’intervento di Ivonne, moglie di suo fratello maggiore Alessandro è decisivo: senza dire niente a nessuno, raccoglie le foto dello scapestrato cognato in versione Jerry Lewis e le spedisce al concorso.
Adriano strappa il primo premio. L’intera famiglia quando viene raggiunta dalla notizia della vincita e, soprattutto, del premio di 100.000 lire scoppia in lacrime come se gli fosse morto qualcuno. Da quel momento le avventure del minore dei Celentano vengono prese in più seria considerazione.
Mamma Giuditta teme invece che il suo figliolo sia uscito di senno: lo guarda di nascosto mentre si allena a riprodurre le smorfie di Jerry Lewis e si mette le mani nei capelli.
(tratto dal libro “Adriano – La sua vita è come un rock” di Bruno Perini)
18 maggio 1957
Adriano Celentano esordisce il 18 maggio 1957 al palaghiaccio.
Unico cantante rock.
13 luglio 1959
Il 13 luglio del 1959 al Festival di Ancona “Il tuo bacio è come un rock” vince il primo premio. È il momento del decollo. La canzone dominerà tutte le classifiche, conquistando addirittura il secondo e terzo posto. Adriano, dopo essere stato respinto dalla Ricordi Record, firma un contratto con Walter Franz Gurtler, discografico tedesco, titolare tra le altre dell’etichetta Jolly.
(tratto dal libro “Adriano – La sua vita è come un rock” di Bruno Perini)
26-27-28 gennaio 1961
SANREMO 1961
11º Festival della Canzone Italiana
1961: Adriano parte per il servizio militare ma riesce ugualmente a partecipare per la prima volta al Festival di Sanremo con “24.000 baci” in coppia con Little Tony. Si classifica al secondo posto, ma il suo sarà il disco più venduto (supera il milione di copie) conquistando un nuovo primo posto nella classifica di vendita. Desta scalpore il fatto che al Festival si presentò sul palcoscenico volgendo "le spalle" al pubblico. E da allora ancora oggi trasgressione, irregolarità e libertà fanno parte del suo essere artista e uomo.
Ascolta "Ventiquattromilabaci"
1961
Nasce il Clan
Anno 1961. Adriano è al massimo del successo ma non si diverte più come prima, non si sente libero! Un bel giorno telefona al suo commercialista e gli dice: “Prepara le pratiche. Non so quali, ma voglio fondare una mia casa discografica”. Nasce il Clan contro il parere di tutti. Capitale sociale 900 mila lire. Società individuale ubicata in Corso Europa 7. Titolare, Adriano Celentano. Il grande salto è compiuto. Per molti amici e nemici è un salto nel vuoto assai rischioso. Ma lui, più testardo che mai, ci mette tutte le sue energie e lasciando i suoi critici a bocca aperta conquista le classifiche con il primo disco dell’etichetta Clan: “Stai lontana da me”. Il 45 giri batte ogni record di vendite. La scommessa è vinta, l’impresa discografico-editoriale di Celentano parte con il piede giusto. Ed ancora oggi è l’unica casa discografica rimasta totalmente italiana che compete con le multinazionali.
(tratto dal libro “Adriano – La sua vita è come un rock” di Bruno Perini)
Ascolta "Ciao Ragazzi"
16 maggio 1962
1962: “Stai lontana da me” è il primo disco inciso da Celentano con etichetta Clan; esce il 16 maggio del 1962, vince il Cantagiro ed arriva al primo posto in classifica superando ogni record di vendite.
Ascolta "Stai lontana da me"
14 luglio 1964 - ore 03:00
OGGI SPOSI!
gennaio 1966
L’anno 1966 è fatidico. Il festival di Sanremo è ancora immerso nella palude della tradizione.
Il presentatore è Mike Buongiorno e tra le canzoni segnalate spicca la più tradizionale: “Al di là” di Luciano Tajoli. Adriano per il festival ha scritto una ballata dalle sonorità e soprattutto per il testo innovativo per l’epoca: “Il ragazzo della via Gluck”. Tutti pensano che sia un po’ matto a presentarsi sul palcoscenico di Sanremo, tempio del melodico, con quella ballata autobiografica, piena di riferimenti all’ecologia e all’inquinamento. Il ’68 non è ancora iniziato e i temi dell’ambiente sono all’indice o sconosciuti. La speculazione edilizia degli anni ’60 ha devastato le città senza possibilità di ritorno, ma chi ne parla viene considerato un rompiscatole e da quel momento un provocatore. Adriano tuttavia insiste e munito di chitarra sale sul palcoscenico più noto d’Italia con il suo più grande successo. Il ragazzo della via Gluck viene eliminato al primo colpo. E quando ai giornalisti viene chiesto, come prevedeva il regolamento, di ripescare una canzone, scelgono “Al di là” di Luciano Tajoli. Ancora una volta vince la tradizione sulla modernità. “Il ragazzo della via Gluck”, però, si riscatta rapidamente: la storia di Celentano, raccontata in note, vende milioni di copie e viene tradotta in 18 lingue. È un trionfo inaspettato per tutti. Salvo che per l’autore, Adriano, che aveva creduto da sempre nella ballata e nel contenuto ecologico della canzone.
(tratto dal libro “Adriano – La sua vita è come un rock” di Bruno Perini)
